APRILE 2026

Sono cresciuto con un filo lunghissimo che collegava la presa del telefono al modem del computer.
Un cavo che partiva dalla mia camera da letto e attraversava la casa fino alla cucina.
C’era qualcosa di romantico in quel gesto bizzarro.
C’era l’attesa.
Aspettare ore, giorni, per agganciare un utente sconosciuto e scaricare film e canzoni.
Lo facevo per sentirmi libero.
Libero di cercare, di scoprire, di trovare qualcosa che fosse davvero mio.
Qualcosa che mi facesse crescere.
A un certo punto ho iniziato anche a raccontarlo, come tanti altri, aprendo un blog e scrivendo.
Non sapevo chi mi leggeva.
C’erano solo indirizzi IP, numeri e statistiche ancora primitive.
E poi, ogni tanto, arrivava un commento.
Non erano cuori o fiamme, ma parole.

Poi qualcosa è cambiato.

Quello che era nato come uno strumento è diventato un fine.
Abbiamo smesso di essere presenze anonime per diventare profili.
E lentamente abbiamo smesso di raccontare per iniziare a mostrare e a vendere.
Abbiamo messo in vetrina la cosa più delicata che avevamo: la nostra identità.
Vedendola appiattirsi, omologarsi, fino quasi a sparire.
Così come è sparita la presa del telefono.
E con lei anche quel cavo che attraversava la casa, dalla camera da letto fino alla cucina.
Senza accorgercene abbiamo iniziato ad addormentarci con un telefono tra le mani e ad impiattare quello che cucinavamo.
Non abbiamo più dovuto aspettare film, canzoni o persone.
I social sono diventati, piano piano, l’intero internet.
E noi follower di algoritmi cuciti su misura, ma decisi da altri.
Ci siamo cascati.
Ci sono cascato anch’io.
Poi, col tempo, ho iniziato a rendermene conto.
E credo che non sia successo solo a me.
È per questo che sono tornato.
Perché, aprendo le statistiche di questo sito, ho scoperto che ogni giorno ci sono ancora persone che passano da queste pagine.
Sconosciuti che cercano qualcosa.
E finché esisterà questo bisogno di cercare, avrà senso scrivere.
Mi sono promesso di tornare qui una volta al mese.
E di dedicare parole uniche solo a questo blog.
Solo a chi le cerca.
Senza vendere niente.
Ma per riacquistare quello che stavo perdendo.